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…e tanti auguri all’Amministratore Delegato!

Il 25 agosto, oggi, compie 41 anni l’amministratore delegato dell’Atalanta, il figlio e fratello d’arte Luca Percassi. Dall’Immacolata alla Champions

Dal ruolo di rifinitore nell’Immacolata Alzano, il piccolo club della sua parrocchia di residenza da bambino e ragazzino, alle passerelle dorate delle notti magiche di Champions League. Passando per una carriera da terzino tra B e C al netto dell’esperienza da “accompagnatore” al Chelsea di Samuele Dalla Bona. L’Atalanta fa gli auguri al suo Amministratore Delegato, Luca Percassi, uno dei sei figli del presidente-patron Antonio (Stefano, Matteo, Giuliana, Federica e Michael gli altri), assurto a una fama sempre crescente dall’inizio del ciclo di Gian Piero Gasperini in poi.

PERCASSI, L’AMMINISTRATORE DELEGATO. La carica che ricopre fa rima coi blitz di mercato, una sorta di braccio operativo dei desideri del mister ma soprattutto la mente degli equilibri di bilancio. Alberto Paloschi non andò bene, Josip Ilicic e Luis Muriel sono lì da vedere. Ultima trattativa, il ritorno di Davide Zappacosta dai Blues che gli fasciano il cuore. Come la famiglia, non solo intesa come clan dei clusonesi, ma soprattutto quella messa su con Cristina Radici, figlia di Angelo, vicepresidente del gruppo che fa attualmente da sponsor del cuore dopo esserlo stato di coppe e di maglia: i figli Giovanni, Alessandro e Angelo.

DA TERZINO AD AMMINISTRATORE DELEGATO. Campione d’Italia nel 1998 con la Primavera allenata da Giovanni Vavassori, l’AD o per dirla all’inglese il CEO Luca, nato a Milano il 25 agosto 1980, nell’estate del ’98 si trasferì alla corte dell’allora player-manager Gianluca Vialli, trovandoci una Supercoppa Uefa vinta sul Real Madrid a Monaco (nemmeno in panchina), fior di campioni del calibro di Gianfranco Zola, la squadra riserve praticata insieme a un certo John Terry e un paio di presenze in prima squadra. L’11 novembre ’98 negli ottavi di Coppa di Lega ad Higbury, cinquina secca all’Arsenal, dal 77′ per Bjarne Goldbaek; il 19 gennaio 2000, 1′ col Nottingham Forest, nel quarto turno di FA Cup a Stamford Bridge, 2-0, al posto di Dan Petrescu. Poi, prima del ritiro ventiquattrenne per occuparsi degli affari di famiglia, 10 partite nel Monza e la metà nello Spezia con l’intermezzo del paio all’Alzano Virescit dalla sessione invernale del 2003. Tanti auguri.

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