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La “dinastia” Pià si allarga, il baby Samuele in gol con la Nazionale

Classe 2008, ha subito segnato alla prima chiamata azzurra

Dalle parti di Zingonia, nel novero dei classe 2008 che per la prima volta si affaccia al contesto dei gironi nazionali, complice l’avvento del campionato Under 15, va tenuto d’occhio il nome di un ragazzo di prospettiva importante, al netto di un’età ancora tenerissima e tante eventuali incognite da superare prima di parlarne come un futuro professionista. Andando quindi con i piedi di piombo e tutte le cautele del caso, ci piace però segnalare il profilo dell’esterno offensivo Samuele Inacio, baby talento nato in Italia ma di origine brasiliana da parte di padre.

Nella giornata di giovedì ha bagnato la sua seconda presenza in Nazionale di categoria, al primo giro di giostra possibile in assoluto per quello che riguarda la sua annata, con un gol di pregevole fattura nel 4-0 rifilato ai pari età della Slovenia a Gorizia. Proprio contro i pari età balcanici era stato il battesimo del fuoco in assoluto, 48 ore prima, stavolta in trasferta. Anche nella prima circostanza era stata vittoria, stavolta per 1-3 e con i due atalantini su due convocati schierati titolari. Oltre a Samuele ha infatti partecipato alla spedizione azzurra anche il terzino sinistro Tommaso Bolis, poi costretto a dare forfait in occasione del secondo impegno per via di un problema fisico. Samuele è invece rimasto nel gruppo, subentrando all’interista Carrara (altro bergamasco doc) e marchiando così il match in maniera definitiva con la sua firma. Saranno contenti anche a casa, dove il calcio è sempre stato argomento di lavoro e interesse.

L’ATTACCO, UN AFFARE DI FAMIGLIA  Il padre Inacio Pià (classe 1982) e lo zio Joelson, di un anno più giovane, erano attaccanti con caratteristiche un po’ diverse tra loro: più veloce e sgusciante il primo, più “numero 9”, il secondo, nonostante non fosse un vero e proprio ariete d’area di rigore per caratteristiche fisiche. Sicuramente i tifosi nerazzurri più attenti li ricorderanno, con Pià in gol contro la Juventus in Coppa Italia nel primo anno di uscita dopo l’uscita dalla Primavera. Il suo percorso, dopo un ottimo prestito a Ascoli, si è poi sviluppato altrove, spesso al Sud, giocando anche nel Napoli protagonista della doppia promozione dalla Serie C alla A della prima era De Laurentiis. Joelson con l’Atalanta, invece, non ha mai avuto l’occasione di debuttare, nonostante le referenze sul suo conto fossero ottime. Si è diviso tra un’annata in Serie A alla Reggina e tanta Serie B (compresa una buona parentesi all’Albinoleffe) e C, spesso limitato anche da diversi problemi di natura fisica.

Il pallone è stato sempre centrale anche in altre famiglie toccate da vicino dalle prime convocazioni del commissario tecnico dell’Under 15 Massimilano Favo, ex regista soprattutto a livello di Serie B negli anni ’90: del gruppo fanno parte anche Christian Comotto, figlio dell’ex capitano della Fiorentina Gianluca, e Andrea Natali, capitano e figlio del bergamasco ed ex Atalanta Cesare. Curiosamente gioca nel Barcellona, destinazione dovuta al fatto che l’ex difensore lavora oggi in Spagna come osservatore per Udinese e Watford, club sotto l’egida della famiglia Pozzo.

BRASILIANI…ORMAI BERGAMASCHI  L’Atalanta intuì le qualità di Pià e Joelson quando erano solo dei bambini, portandoli in Italia su intuizione di Nicola Radici, all’epoca giovane direttore sportivo nei primissimi anni della gestione avente come presidente Ivan Ruggeri, subentrato a Antonio Percassi nel febbraio del 1994. Joao (il vero nome di battesimo di Pià, poco noto nel mondo del calcio) e Joelson avevano rispettivamente 14 e 13 anni, e i primi mesi non fu facile adattarsi alla nuova realtà, soprattutto quando l’inverno bussò alla porta la prima volta e la nostalgia dei genitori di casa e dei genitori si fece, dalle stanze della Casa del Giovane, ancora più marcata.

Nonostante le rispettive carriere si siano poi sviluppate lontano da Bergamo, in giro per l’Italia, la base è sempre rimasta la città che li aveva accolti da bambini, realtà che ancora oggi vivono da vicino e in cui hanno messo radici, diventando di fatto legatissimi al nostro Paese e alla città, considerando anche il fatto che entrambi hanno sposato ragazze originarie della zona. Ancora oggi perdura il rapporto con il pallone in prima persona: Pià nelle vesti di agente e il fratello come allenatore, al momento alla guida del Mapello in Eccellenza. Dal matrimonio del primo con Silvia è nato, come detto, Samuele, che dopo gli inizi al GS Marigolda a Curno è stato subito preso in considerazione dalle parti di Zingonia, quando aveva solo 7 anni e il padre era ancora in attività.

IL PERCORSO  Sin da piccolo ha mostrato attitudini importanti, vincendo moltissimi tornei in giro per Lombardia e Italia dalla più tenera età e annettendo alla propria mini-bacheca anche alcuni premi individuali, che ora, come ammette ridendo anche papà, iniziano a occupare parecchio spazio anche in casa.

Giocatore di grande qualità tecnica e dalla velocità di esecuzione notevole, negli anni si è abituato a giocare soprattutto come esterno sinistro in un tridente, tendendo poi a spostarsi sul piede preferito (il destro) una volta accentratosi prima di calciare in porta. Non ossessionato dal gol, ama molto lavorare sul gioco associativo e ha la tendenza a cercare l’assist decisivo per i compagni in maniera molto maggiore rispetto agli altri ragazzi della stessa età dotati di talento importante. Nonostante un fisico ancora da formare regge bene il confronto fisico con avversari più strutturati, forse anche per via del fatto di aver spesso avuto a che fare con elementi della leva 2007, tra partite vere e allenamenti, negli ultimi anni, In Nazionale, visto che in azzurro sembra andare per la maggiore il modulo con il trequartista, è chiamato ad adattarsi un minimo ad altre dinamiche, siano relative a un ruolo da seconda punta o da rifinitore alle spalle dei due attaccanti.

SOTTO ETA’ Attualmente sta lavorando a disposizione di mister Bosi in Under 16, quindi assieme a ragazzi più esperti. Un percorso che l’Atalanta sta scegliendo di adottare in varie categorie agli elementi che ritiene più di prospettiva e pronti, trascinando così una sorta di effetto domino nelle varie squadre, che pescano quasi tutte dalle annate “più piccole”.

Già molto focalizzato sul calcio e su quelli che saranno i sacrifici che il tempo gli porrà di fronte sempre di più, Samuele è pronto a vivere con gioia e partecipazione quello che verrà, sapendo che anche esperienze come quelle degli ultimi giorni, comunque andrà, avranno sempre un posto speciale nell’album dei suoi ricordi. Oltre al calcio coltiva la passione per il ballo, con la break dance più nello specifico come specialità.

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