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25 marzo: auguri a Delvecchio e Spinazzola

Il 25 marzo torta con candeline per due ex che hanno partecipato a fase molto diverse tra loro della storia del club: promozione dalla B ed Europa

Uno stava lì, lì nel mezzo, e a momenti i Primavera aggregati negli allenamenti a Zingonia rischiavano di non aver più né palla da controllare né gamba un secondo dopo. L’altro, invece, era il pendolino a tutta fascia di cui la Roma e a sprazzi la Nazionale, campione d’Europa 2020 nel 2021 a Wembley con lui rottosi il tendine d’Achille nei quarti col Belgio, si stanno tuttora giovando. Il 25 marzo è il compleanno degli ex atalantini Gennaro Delvecchio, funzionale alla risalita dall’ultima serie B nella seconda metà della stagione 2010-2011, e Leonardo Spinazzola. L’attuale vice direttore sportivo dell’Hellas Verona, dallo scorso luglio a fianco di Sean Sogliano, e il destro che gioca a piede invertito compiono rispettivamente 46 e 31 anni.

Delvecchio, una vita da mediano

In grado di giocare anche più offensivo, Delvecchio, nativo di Barletta, era un perticone di 191 centimetri di enorme forza fisica e atletismo. Dopo aver chiuso trentaseienne a Bari, ha fatto il responsabile dell’area tecnica del Barletta, il vice allenatore del Melfi e il responsabile di due settori giovanili, il Bari fino al fallimento del 2018 e il Lecce. Cresciuto a casa sua, in carriera ha collezionato anche le maglie di Melfi, Giulianova, Castrovillari, Catanzaro, Sambenedettese, Catania, Perugia e Lecce prima di esplodere alla Sampdoria facendosi due annate di Coppa Uefa con Walter Mazzarri in panchina e compagni come Antonio Cassano e l’altro futuro nerazzurro Stefano Lucchini. In Nazionale azzurra, chiamato da Roberto Donadoni, gioca l’amichevole con la Croazia a Livorno il 16 agosto 2006 e basta. In coppa, segna all’Aalborg. Al ritorno a Catania fa seguito l’esperienza bergamasca agli ordini di Stefano Colantuono, lasciando il dubbio che sia stato effettivamente lui a segnare (di testa) al Sassuolo e non Edgar Barreto su punizione, il 26 febbraio 2011, a Bergamo. Il 7 maggio, invece, incornata tutta sua su angolo del paraguaiano nel 4-1 al Portogruaro. Un totale di 15 partite e 1 gol accertato in una carriera da 545 e 73 conclusa tra Lecce, Grosseto e Bari.

Spinazzola, il pendolino venuto dalla Juventus

300 e 10, invece, le cifre dell’esterno di Foligno ceduto dalla Juventus in prestito biennale dal 206 al 2018 dalla Juventus per 62 presenze e l’unica rete nella parentesi da estate 2014 a febbraio 2015, al Pisa in Coppa Italia il 23 agosto. Dal Cola a Gian Piero Gasperini, con Empoli, Lanciano e Siena prima a ruota dei vivai di Virtus Foligno, Siena e Juventus in precedenza e il binomio Vicenza-Perugia in seguito, fu un bel salto anche di prospettive e obiettivi dell’ambiente. Un’annata bianconera ed eccolo in giallorosso, in cambio di Luigi Pellegrini e 7 milioni e mezzo, a vincere la Conference League con José Mourinho e gli altri ex nerazzurri Bryan Cristante, Gianluca Mancini e Roger Ibanez. Tanti auguri anche a lui, 24 partite azzurre mica sono poche.

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