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Bonaccorso: “Bisogna credere nei giovani, ma si deve avere pazienza”

L’Italia calcistica non vive il proprio momento migliore. Una Nazionale fuori dal prossimo Mondiale e da rifondare, così come la Federazione. E ogni volta salta fuori la frase “bisogna puntare sui giovani”, spesso accostata al modello Atalanta che negli ultimi anni sta funzionando alla perfezione.

“Direi che il rilancio deve partire dall’attenzione ai giovani – spiega Stefano Bonaccorso, coordinatore dell’Attività di base dell’Atalanta –. Questa è la considerazione più importante, nel senso che bisogna puntare e credere che il futuro sia quello dei giovani”.

Bonaccorso, presente all’inaugurazione del campo dell’Impruneta Tavarnuzze (società con cui l’Atalanta ha un accordo di collaborazione), insiste parecchio sul tema dei giovani: “Direi che l’inaugurazione di un campo sportivo è sempre un evento perché il rilancio dei settori giovanili parte dalla riqualificazione degli impianti, qui fra l’altro di ottima fattura. Noi abbiamo sottoscritto una collaborazione con l’Impruneta Tavarnuzze perché è una club che mette a disposizione un ottimo impianto e possiede un’organizzazione societaria. Poi starà agli allenatori, che saranno in stratta collaborazione con i nostri per scambiarsi le esperienze, far crescere e valorizzare i giovani”.

Da più di vent’anni l’Atalanta è un top club a livello di settore giovanile. “Il segreto quello di aver sempre avuto una dirigenza che credesse nei nostri giovani – spiega Bonaccorso. Quelli bravi e di talento ci sono, ma devono trovare ambienti che li valorizzino. Bisogna crederci e avere pazienza. Da un ragazzo di 18-20 anni non si può pretendere la Luna. Forse storia, successi e tradizioni nostre ci portano ad avere un occhio di riguardo. Nuovo format Primavera? E’ un’esperienza che va fatta e magari farci qualche riflessione fra qualche anno. Seconde squadre? Sono favorevole se servono per valorizzare i giovani”.

Infine due battute sull’ottimo momento dell’Atalanta. “Non mi aspettavo una Dea ai sedicesimi con un turno di anticipo – conclude il dirigente nerazzurro –, ma è andata così e siamo molto felici. Melegoni e Bastoni? Sono fra i migliori 1999, ma abbiamo altri giocatori molto interessanti. Hanno valori importanti e mi auguro che tutti questi ragazzi coronino il sogno di diventare professionisti”.

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