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Nerazzurri in prestito, 1a parte – Ok Paloschi, ma a segnare è Floccari

Un pari, due sconfitte e una vittoria, peraltro non sufficiente a tirarsi fuori del tutto dalle sabbie mobili. Tra i prestiti dell’Atalanta parcheggiati più o meno degnamente al piano di sopra, insieme alla sua Spal quartultima (ex aequo a 14 punti col Genoa, però sotto nello scontro diretto), esulta soltanto Alberto Paloschi, che però deve assistere dalla panchina alla rimonta vittoriosa dei suoi a Benevento a opera di Sergio Floccari, il cui cartellino non è più nerazzurro da un pezzo. Il tutto a detrimento della coppia Berat Djimsiti-Marco D’Alessandro, il primo coinvolto nelle solite amnesie del fanalino di coda a difesa schierata e il secondo largo a sinistra nel tridente d’attacco con qualche buono spunto – tiro alto da fuori al 13′, Gomis gli chiude lo specchio sull’invito di Chibsah a un amen dalla pausa -, senza arrivare al dunque in accompagnamento alle sovrapposizioni by Di Chiara, e l’inevitabile sostituzione con Parigini al 7′ della ripresa.

Il bomber di Cividate l’aveva anche messa, al 31′, in combutta con Floccari e Schiattarella, ma era in fuorigioco: il Var ha confortato la decisione dell’arbitro Pasqua. E il trentaseienne calabrese ha risposto da par suo, quando ormai Antenucci era subentrato al numero 43 (63′), al vantaggio locale sulla carambola Costa-Cremonesi (59′) innescata dalla punizione di Ciciretti, infilando al 64′ al culmine della combinazione Lazzari-Antenucci-Schiattarella e al 73′, sempre da un passo, raccogliendo la respinta di Belec sul diagonale secco di Mattiello. Pianto cinese per il Milan, bocciato in settimana dall’Uefa sul voluntary agreement e domenica pure dall’Hellas Verona (24′ Caracciolo, 55′ Kean, 77′ Bessa) penultimo: Franck Kessie ci mette come sempre la buona volontà, la conclusione personale, respintagli dal portiere al 25′ e imprecisa al 64′ da fuori, più la spizzata di testa per il tacco di Bonucci all’86’ rintuzzato da Nicolas sopra la traversa.

Nel derby da settimo posto con la Dea di sabato a San Siro, l’ivoriano farà a meno degli squalificati Romagnoli e Suso, espulso allo scadere per aver colpito a freddo Verde. Sorride a metà Marco Sportiello, rimasto con la sua Fiorentina a meno 1 (23) dalla coppia rossonerazzurra dopo aver inforcato gli occhiali col pericolante Grifone: il portiere scuola Zingonia deve affannarsi soltanto sulla serpentina con botta di Taarabt al 5′ deviandola oltre il montante. Un tuffo oltre confine per scoprire che Akos Kecskés, ventunenne centralone difensivo ungherese, assente dai campi di gioco dal 27 novembre, ha rimesso piede sull’erba ieri pomeriggio a Poznan nel ko per 3-1 del suo Termalica Nieciecza (quintultimo a 21), in coppia con Putivtsev che ha segnato il gol della bandiera (74′) tra il secondo e il terzo del triplettista di casa Gytkjaer (36′, 38′ e 81′).

Se l’Under 21 magiaro è alla dodicesima presenza nell’Ekstraklasa polacca, l’ecuadoriano mancino Bryan Cabezas, un anno in meno e la spola tra le due fasce alte, è fermo alla nona della debacle del turno precedente col Paok (4-0 per i portacolori di Salonicco), non essendosi nemmeno accomodato in panca nell’1-1 del Panathinaikos in casa dello Xanthi (18′ Altman, 78′ Jendrisek): al suo posto il finnico Robin Lod, verdi decimi a 16, la metà esatta del bottino dell’Olympiacos capolista di Super League. In Liga I rumena Constantin Nica, che aveva toccato quota 2 allacciate nel 2-1 casalingo allo Iasi del 25 novembre, si rivede almeno in panca nello 0-0 della Dinamo Bucarest nel posticipo del lunedì sul sul campo del Poli Timisoara. Non ci si schioda dal settimo posto, a 34, che vale il relegation round.

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