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ESCLUSIVA – Alessandro Orlandi: “Bove piace a tanti, ma pensa solo alla Sambenedettese”

La mancata approvazione dell’apertura dell’albo dei procuratori sportivi apre nuovi scenari nel panorama nazionale, nel quale non mancano scontri – spesso non a colpi di fioretto – tra colleghi per la gestione di questo o di quel calciatore. Per fare il punto della situazione abbiamo intervistato Alessandro Orlandi, CEO di Studio Assist & Partners che segue anche alcuni giocatori dell’Atalanta, come Constantin Nica e Luca Zanotti e altri in orbita nerazzurra, come Gabriele Bove, promettente centrocampista scuola Juventus di proprietà della Sambenedettese.

Dottor Orlandi, radiomercato parla di un interesse dell’Atalanta per Gabriele Bove: cosa puó dirci al riguardo?

“Sicuramente Gabriele Bove è un giovane di grande talento ed un professionista di assoluta serietà e cultura del lavoro. Indubbiamente è tra i calciatori classe 98 del panorama nazionale con il miglior rendimento qualità/minuti giocati, 19 presenze, 2 gol ed alcuni assist, in un piazza importante ed impegnativa di Serie C come la Sambenedettese. È naturale che alcuni club di categoria superiore gli metteranno gli occhi addosso, ma al momento Gabriele è concentrato a dare tutto per la Samb e ricambiare la fiducia della società e l’affetto dei tifosi. Ben vengano questi club che credono nei giovani, valorizzandoli e aiutandoli a crescere”.

Costantin Nica e Luca Zanotti: qual è la loro situazione?

“Siamo al lavoro sul mercato, in modo da individuare la miglior destinazione per entrambi. Il dialogo è aperto sia con la Dinamo Bucarest che con la Juve Stabia, attuali club dei ragazzi, oltre che con l’Atalanta, per capire quale sarà il loro futuro. Sia Nica che Zanotti sono legati all’Atalanta con contratti fino al 2019”.

Vi siete espressi a favore del ritorno dell’albo dei procuratori. Perchè?

“Il precedente sistema ha determinato non poche incertezze, generando nel mercato trattative caotiche e, peggio, l’inserimento di personaggi non qualificati e borderline che hanno alimentato la giungla senza regole della procura sportiva in Italia di questi ultimi anni. È necessario attuare un controllo ad ampio raggio sui soggetti che rappresentano giocatori o club nelle negoziazioni dei contratti di lavoro e negli accordi di trasferimento, al fine di assicurare una maggiore trasparenza. Spero che con la prossima gestione del CONI, vengano ripristinati albo, regole, esami di abilitazione e certificati penali “puliti”, come d’altronde avviene in ogni rispettabile professione”.

Com’è il rapporto tra procuratori? Ci sono mai scontri “oltre il limite”?

“Spesso. Purtroppo è divenuto normale che molti procuratori, o presunti tali, vadano all’assalto di giocatori cresciuti ed assistiti dai concorrenti, con regolari mandati depositati in FIGC, e senza alcun scrupolo sia nei confronti del concorrente né del calciatore, che viene lasciato successivamente in balia di se stesso, spesso con una penale da onorare”.

Ma a che pro?

“È evidente che questo tipo di scorciatoia sia sicuramente vantaggiosa dal punto di vista del conto economico, perché consente di minimizzare i costi massimizzando i ricavi, lo è meno dal punto di vista della credibilità e della permanenza sul mercato.”.

Come si può arginare il problema?

“È necessario l’albo professionale ma soprattutto nel momento in cui non c’è ancora un percorso di formazione iniziale e di aggiornamento periodico obbligatorio per i procuratori sportivi. Studio Assist & Partners, che rappresento, investe molto sugli aspetti legati alla formazione dei propri collaboratori che costituiscono l’ossatura portante della nostra società”.

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