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Non sarà una sconfitta a farci smetter di parlare d’Europa

La battuta d’arresto di Empoli lascia molto amaro in bocca, soprattutto per la rimonta subita. Ma il sesto posto è ancora molto vicino

Basta parlar d’Europa? Assolutamente no. Ne si parlava prima e non può essere certo una partita persa, seppur contro un avversario inferiore, a spostare gli equilibri di una stagione che vede attualmente i nerazzurri lontani solamente due lunghezze dal sesto posto occupato dal Parma. Piuttosto servirà analizzare con estrema attenzione ciò che non ha funzionato nella trasferta toscana, al fine di non ripetere gli stessi errori nei prossimi impegni.

BENINO FINO ALLO 0-2. L’Atalanta approccia bene l’incontro, consapevole di trovare un Empoli maggiormente fiducioso dopo il successo contro l’Udinese prima della sosta, ma non riesce a mettere a segno il colpo del ko. O meglio, i nerazzurri si mettono anche nella condizione migliore grazie allo 0-2 a firma Hateboer – che concretizza un perfetto contropiede dopo che l’Empoli ha appena sprecato l’1-1 con il rigore di Caputo spedito sulla traversa – ma un mix fra sfortuna e disattenzione concede a La Gumina la palla dell’1-2. Un episodio che di fatto trasforma l’Empoli da una bestia stordita in un toro rinvigorito.

PERPLESSITA’ NEI CAMBI. Passi per l’avvicendamento Mancini-Toloi, obbligato dalle non perfette condizioni fisiche del centrale brasiliano, desta qualche dubbio quello fra Pasalic e Zapata. L’attaccante colombiano si è mosso tutto sommato abbastanza bene nel primo tempo, dando il là anche al contropiede finalizzato da Hateboer. L’inserimento del croato invece porta a un inevitabile abbassamento del baricentro nerazzurro con l’aggiunta che l’ex Spartak Mosca si perde Silvestre a fil di sirena nell’occasione che consegna i tre punti all’Empoli.

ILICIC, NON SI FA COSI’. Nell’ultimo mese era parso fra i più in forma e anche in Toscana dimostra una discreta condizione. Ma non esiste farsi cacciare così. In primis perché l’intervento del giocatore empolese è pulitissimo sul pallone – quindi poteva serenamente evitare il primo giallo per proteste -, in seconda istanza perché la reiterata e concitata contestazione nei confronti del direttore di gara gli costa l’espulsione e dovrà quindi guardarsi dalla tribuna il match contro il Napoli. Un appuntamento in cui la fantasia e l’imprevedibilità dello sloveno sarebbe servita come l’oro.

LA CLASSIFICA. La sconfitta di Empoli brucia eccome, al netto di una classifica che non è mutata di parecchio rispetto a qualche giorno fa. L’Atalanta si trova ora a due punti dal Parma (che occupa la sesta posizione) e a cinque dalla Lazio che staziona al quarto posto. E questo fa bruciare ancor di più la battuta d’arresto di ieri perché con tre punti in più, l’Atalanta avrebbe fatto un altro bel balzo in avanti in classifica salendo a quota 21, uno più degli emiliani.

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