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Candeline per Clementi, toccata e fuga con Strömberg e Giorgi

L’attaccante vicentino, chiuso a Bergamo da un certo Caniggia, ha all’attivo un tris di presenze nel 1991. Una carriera in tono minore inseguendo un sogno da titolare in A

Spiccioli di garbage time al posto di Carletto Perrone: il 27 agosto a Monza (17′) nel secondo turno di Coppa Italia col Padova e il 29 settembre a Cremona. Quindi, 21 e rotti il 27 ottobre in casa contro il Cagliari rilevando Luigino Pasciullo in un tentativo disperato di agguantare almeno il pari. 3-1, 2-1 e 0-1, due vittorie su tre. Certo non per merito di Claudio Clementi, l’altro festeggiato nerazzurro di oggi, che ne compie una cinquantina piena con un palmarès di 3 allacciate di scarpe da comprimario nell’album dei ricordi. Nelle liste suppletive di novembre fu Venezia. Nella laguna, il sogno di una carriera nella massima serie fa puff, come tutte le cose belle appena accarezzate che svaniscono in un battito di ciglia. Anche se più avanti l’avrebbe riacciuffata, per poco, a Udine.

LA METEORA DI GIORGI. Difficile, del resto, farsi strada in un’epoca di turnover limitato allo stretto necessario, per di più, da ala o seconda punta, in un reparto che aveva gente come Claudio Caniggia e Carlos Bianchezi, il bomber brasiliano dal mullet e dal baffo spinosissimo. In panchina c’era un Bruno Giorgi al passo d’addio, esattamente come Glenn Peter Strömberg in campo. Decimo posto all’anno secondo della presidenza di Antonio Percassi. L’ex vicentino deve ripartire lontano dal calcio che conta.

UN’ONESTA PARABOLA. Nativo di San Vito di Leguzzano, già compagno nei Lanerossi di Eligio Nicolini, Daniele Fortunato e lo stesso Pasciullo, esordendo nel 1985 in B con Tarcisio Burgnich allenatore, Clementi cambiò casacca abbastanza spesso compiendo quell’illusorio salto all’età di nemmeno 23 anni. Casertana, Giarre, Taranto, Arezzo, Mantova, Fiorenzuola, Treviso, Siena, Rimini, Gubbio e Montecchio, ritirandosi trentottenne, le altre tappe. Ma nella massima serie ci sono quelle altre sette partite, una dal kick off contro la Juventus, l’11 dicembre 1996, nelle Zebrette di Alberto Zaccheroni, che in avanti avevano Oliver Bierhoff, Marcio Amoroso e in seconda battuta Paolo Poggi. Buonanotte. E auguri.

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