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Zapata: “Gasperini è stato fondamentale per sbloccarmi e ora voglio tutto!”

L’attaccante colombiano che oggi compie trent’anni si racconta partendo dal suo ottimo stato di forma per la volata finale nerazzurra

“Mi serviva, il “lavoro a secco”, giocando due volte a settimana, non l’avevo potuto mai fare”: Duvan Zapata è contento di essere rimasto a Zingonia per prepararsi al meglio, senza impegni con la Nazionale, per il rush finale dell’Atalanta, 11 gare, una più importante dell’altra, che avranno bisogno dei suoi gol. 

Il neo trentenne di Cali Duvan Zapata svela infatti a La Gazzetta dello Sport: “Campionato o Coppa Italia? Di facile non c’è nulla. In classifica siamo tutti lì e non possiamo sbagliare mai. Poi c’è la finale con la Juve: vincere un titolo sarebbe speciale e ti farebbe giocare la Supercoppa. Ma io non scelgo, voglio tutto”.

TANTI GOL COL GASP. Il mister è stato fondamentale soprattutto nei miei primi mesi a Bergamo. Non segnavo, faticavo a capire i meccanismi della squadra, non conoscevo i compagni. Mi ha dato fiducia. “(Dopo la gara col Verona, ndr) mi avevano appena fatto vedere una statistica: sono l’attaccante della A che ha colpito più pali e traverse (cinque, come Calhanoglu e De Paul, n.d.r.). Troppe volte sono andato vicino al gol senza poi segnare”.

INTER VS MILAN. “Se l’Inter mi è sembrata la squadra più forte del campionato? In sincerità… No. Hanno vinto, ma ci hanno sofferto, come tutte le volte che ci hanno affrontato. Poi non sempre i risultati rispecchiano i meriti. Io credo che l’Inter sia prima perché ha avuto più tempo per lavorare sui dettagli, dopo essere stata eliminata in Europa. Le parole di Ibra? Cose di campo. Nei giorni seguenti circolò un audio che attribuirono a me, dove si parlava di rigori per il Milan. Non ero io, ma i tifosi rossoneri mi riempirono di insulti. Pensare che io non ho nemmeno risposto a Ibrahimovic: stavo vincendo 3-0, perché mettersi a litigare?”.

SOGNO NEL CASSETTO. “Quale difensore mi ha messo più in difficoltà? Demiral è proprio tosto e veloce. Poi De Vrij. Sognavo di giocare in Premier per Henry? Nel calcio mai dire mai. Da ragazzo in Colombia il campionato inglese era il più trasmesso, io tifavo Arsenal e mi svegliavo presto il weekend per vedere le partite in tv”.

MURIEL. “(…). Che forte Lucho. Gasp non ci fa giocare insieme spesso? Con un solo centravanti o due, cambia poco. I concetti della squadra restano gli stessi, anche se con me e Lucho abbiamo più verticalità. Con altri facciamo più possesso”.

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