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L’eterno secondo: Domenichini, il vice di Spalletti

Contro il Bologna, dopo la prima squalifica del responsabile tecnico del Napoli, il vice Domenichini ha portato bene. Rieccolo contro il Gasp

Da Sinisa Mihajlovic a Gian Piero Gasperini. La squalifica-bis di Luciano Spalletti in questo scorcio di stagione dal rapporto difficoltoso cogli arbitri mette il suo vice Marco Domenichini di fronte a un collega ostico una volta di più. Ma se col Bologna, il 28 ottobre, per il Napoli era andato tutto liscio, un tris grazie a un acuto e a un paio di rigori, è appunto l’assenza insieme a Kalidou Koulibaly dei due marcatori di quella sera, Fabian Ruiz e Lorenzo Insigne, a rendere ancora più duro lo scoglio da dribblare al “Diego Armando Maradona” il 4 dicembre.

DOMENICHINI, IL VICE DI SPALLETTI. Costretto dalle circostanze (la volta precedente il certaldese era stato espulso il 24 ottobre dopo Roma-Napoli 0-0 dall’arbitro imperiese Davide Massa) a recitare la parte del responsabile tecnico al posto del suo mentore, il sessantatreenne spezzino Domenichini, candeline spente giusto una settimana prima del grande incarico, smessi i panni da centrocampista nel 1986, è con Spalletti dalla stagione 1997-1998. In campo, cresciuto nel Canaletto e nella Fiorentina (due Viareggio Cup, ’78 e ’79), le maglie vestite si chiamano Pescara, Empoli, Paganese, Rondinella e Massese.

DOMENICHINI, L’ETERNO SECONDO. Un rapporto nato nell’azzurro della provincia toscana, allorché appunto nel ’97 Domenichini non venne confermato alla Primavera empolese. Sampdoria, Venezia, Udinese, Ancona, di nuovo le Zebrette, Roma, Inter, Zenit San Pietroburgo, ancora in giallorosso e adesso i Ciucci: un palmarès arricchito di due Coppe Italia nella Capitale e di altrettanti titoli nazionali in Russia. Adesso, per colui che aveva giocato 4 partite in serie A col Delfino, che avrebbe visto protagonista proprio il Gasp sotto Giovanni Galeone nel biennio 1987-1989, l’occasione di confermarsi grande.

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