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Gasperini, ma quale formazione a sorpresa? Nomi noti dalla vigilia

I commenti in rete dei tifosi e la “sorpresa” generale per il turnover da nove undicesimi smentiti dai fatti e dalle rivelazioni della vigilia

Per una volta che rinuncia alla pretattica sbottonandosi coram populo, davanti al popolo di pallonari e alla stampa, proprio a Gian Piero Gasperini è toccato sentirsi rimproverare la formazione a sorpresa. Nossignori: seppur non completa e nei dettagli, stavolta i nomi di chi sarebbe poi sceso in campo a Lecce erano arcinoti fin dalla vigilia. Snocciolati dal tecnico dell’Atalanta e giustificati per filo e per segno. Lui è fatto così, a volte parte per la tangente che agli altri magari sembra un semicerchio dove si gira intorno al punto per non approdare da alcuna parte. Prendere o lasciare: fin qui nemmeno i sostenitori s’erano fatti anche soltanto sfiorare dall’idea di dover salutare l’artefice di un ciclo memorabile. E allora, quali scenari avrebbero spostato gli equilibri del rapporto tra il direttore d’orchestra e la sua platea adorante?

GASPERINI E LA VIGILIA. Si legge soprattutto di tifosi, in rete, contrariati e allibiti di fronte alle scelte del vate del calcio bergamasco, solitamente difeso a spada tratta da tutti. Oltre la stucchevole diatriba tra risultatisti e giochisti, polemiche e accuse paiono degne di miglior causa. L’aveva detto e l’ha ribadito, il Gasp, che avrebbe fatto ricorso a un massiccio turnover all’insegna dei giovani. Giovani comunque niente affatto a digiuno del campo, giovani da far valutare alla società in vista del ricambio generazionale, ove possibile. L’ha detto a chiare lettere.

GASPERINI E LA SORPRESA. Okoli, Ruggeri, Zortea: tre nomi per due reparti, la difesa e gli esterni. Chiaramente, poi, nella categoria dei giovani non può rientrare anche il 2002 Soppy. Che qualcuno di loro, leggi il primo della lista, che ha ribadito il difetto di uscire troppo alto sull’avversario diretto (Colombo, nel caso) spalancando il portone al furbastro (Di Francesco) di turno, abbia reso sotto le aspettative dello stesso uomo in panchina è scontato. Quanto a Malinovskyi e Zapata, tra i veterani, sono stati enunciati anche loro. Si legge di rispetto reclamato dai trasfertisti da duemilaquattrocento chilometri a botta, ma mica avevano la prescrizione del medico o la cartolina di precetto del distretto militare, anche perché la leva non è più obbligatoria. Ruggeri e Zortea sono prodotti del vivaio, hanno fatto benino in prestito a Salerno, l’esterno di piede destro era stato grande protagonista, come del resto l’italo-nigeriano e il portiere Carnesecchi là rimasto, della cavalcata della Cremonese verso la serie A. Non sono dei pincopalla qualunque.

GASPERINI E IL MESSAGGIO. Che le opzioni a pelo d’erba e il conseguente risultato, ovvero la sconfitta sapendo di potervici incappare cambiando nove undicesimi rispetto all’Empoli e al Napoli, abbiano voluto costituire un messaggio preciso, è a libera interpretazione dei lettori. Forse il tecnico ha voluto dimostrare alla dirigenza che le seconde linee non sono all’altezza dei titolari, reclamando correttivi e innesti al mercato di gennaio? Eppure anche in sede di preparazione estiva aveva anticipato idealmente la formazione del “Via del Mare”. Quando parlava di due prospettive: valorizzazione delle risorse cresciute in casa e innesto di giocatori di livello europeo. Okoli, Ruggeri e Zortea da una parte, Lookman dall’altra. Il club ha soddisfatto le sue aspettative. E il resto è discussione accademica. Chi si sorprende è davvero bravo…

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