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Fiorentina-Atalanta, le pagelle nerazzurre

Finisce già qui l’avventura di Coppa Italia della Dea, che non entra in gara come dovrebbe nel primo tempo e nella ripresa non sfrutta la superiorità numerica

La Dea prende due traverse, trova il pareggio appena entra Ilicic ma non riesce a sfruttare la superiorità numerica. Lirola elimina la squadra bergamasca, che pecca un po’ in difesa, mentre in attacco è poco concreta oltre che sfortunata. Ecco i voti di CalcioAtalanta.it:

Fiorentina-Atalanta 2-1

Gollini 5,5: rischia qualcosa su Cutrone fin dal 1′, ma l’ex Milan non è da sottovalutare. Masiello lo beffa regalando il retropassaggio a Vlahovic anziché a lui, ma Caldara lo salva. Poi però esce a vuoto su Cutrone e al 34′ viene oltrepassato da Vlahovic. Si rivede il solito Gollini alla mezzora quando fa una parata strabiliante su Benassi dopo il contropiede viola.

Djimsiti 6: marca Benassi e carica i compagni ma quando il 29 viola dà il via alla triangolazione che porta al gol non riesce a spegnerla sul nascere. Le azioni più delicate non passano da lì, fino al 33′ pt, quando con un intervento prodigioso salva letteralmente la porta a Vlahovic che supera Gollini. Nella ripresa non sa come fermare Djimsiti e lo trattiene per la maglia beccandosi il giallo. Non si intende con Gollini e regala corner preziosi ai Viola.

Caldara 6: fa il suo ritorno ufficiale in campo ma Vlahovic non gli rende le cose facili e quando sulla sua linea arriva Cutrone le cose non cambiano, anzi, poco dopo il neo acquisto viola si ritrova smarcato e si inserisce con agio nel gioco tra Castrovilli e Dalbert. Il figliol prodigo però prende le misure e il suo intervento sulla linea è miracoloso nel negare un gol fatto a Vlahovic. Si riprende e costringe proprio il numero 28 viola a buttare la sfera oltre la linea di fondo. Ammonito, ferma astutamente Milenkovic. Rischia il secondo giallo e il mister lo toglie.

(Dal 32′ st Palomino 6: con lui la Dea non conserva il pari, è sulla traiettoria del raddoppio viola, fa quel che può ma la Fiorentina è più astuta).

Masiello 5,5: capitano della squadra per un giorno, entra bene in partita spazzando via sfere delicate e venendo in soccorso a Caldara su Vlahovic. Copre alla perfezione Gollini e recupera palla già da centrocampo ma Cutrone gli taglia la strada sul gol. Si demoralizza e al quarto d’ora fa un retropassaggio killer a Gollini che diventa un assist per Vlahovic. Un po’ lento negli interventi su Benassi, si perde con lo scorrere del tempo e nella ripresa Cutrone elude la sua marcatura; Gasp lo toglie.

(Dal 12′ st Papu Gomez 6: al 19′ è lanciato in area con la palla del pareggio, ma non trova compagni che gonfino la rete all’ultimo passaggio. Dopo il raddoppio dei padroni di casa tenta di infilarsi in qualche tunnel, ma i tiri che ne escono sono deboli).

Hateboer 5,5: ci prova anche lui di testa al 17′ pt ed è il suo primo guizzo nella partita, poi corre come un pazzo ma nella ripresa Castrovilli fa tutto ciò che vuole con lui e lo oltrepassa con agio.

de Roon 6: fa girare palla a centrocampo, di testa e di piede senza tiri sporchi ma non si mette mai in gioco con azioni più incisive e personali; quando cerca di soffiare la sfera a Vlahovic commette fallo. Nella ripresa lancia Hateboer in attacco ma si vede poco.

Freuler 5,5: il suo compito è fermare Benassi già da centrocampo, ma non sempre ci riesce. Anche lui ci mette la gamba cercando di recuperare in extremis su Cutrone in occasione del gol, invano. Fatica a stare dietro agli avversarie e il mister lo toglie.

(Dal 1′ st Ilicic 7,5: entra e dopo pochi secondi guadagna una punizione che alza di poco sopra la traversa. Il peso in attacco cambia, la Dea inizia a raggranellare punizioni e ripartenze, per spingersi in attacco strappa palla a Dalbert già in difesa. Tocca a lui correre ai ripari e segnare il gol del pari, con una maestria da bomber spara al volo da mezza altezza ed esulta. Continua a guadagnare punizioni importantissime con cui impegna Terracciano

Gosens 6: Lirola lo pressa e il duello è serrato, recupera buoni palloni a centrocampo ma poi sbaglia a passarli. Vista la sua abilità in attacco ci prova anche da fuori, con scarsi risultati. Al 16′ l’occasionassimo del pareggio, con una gran botta fa tremare la traversa da buona posizione.

Pasalic 5: cerca subito il suo piatto forte, il colpo di testa, ma non gli riesce. Poi ci riprova con i piedi, più preciso, ancora non basta ma lui c’è. Alla mezzora la prima vera occasione da rete è sua: ancora di zucca, questa volta scheggia la traversa ma, quando ha l’occasione per ribatterla in rete, non coglie l’attimo. Peccato fino al 13′ st quando ha di nuovo l’occasione di pareggiare su Terracciano e spreca. Non si possono sbagliare gol così in gare secche: i suoi errori pregiudicano la gara.

Malinovskyi 6: in area piccola cerca sempre Muriel e sfugge veloce a Pulgar, ma Ceccherini gli toglie il fiato smorzando il suo estro. Malino nei tiri da fuori, troppo alti, bene in quelli ravvicinati a Pasalic, che sfiora la rete. Si perde Castrovilli sulla mediana e lo lascia ripartire. Guadagna una punizione centralissima a fine primo tempo ma il muro viola gli dice no. Nella ripresa perde qualche palla di troppo e non riesce a ribattere in rete sulla respinta di Terraciano che lascia scoperta la porta. Al 23′ st serve al centro dell’area di rigore Ilicic, servendogli il gol su un piatto d’argento. Peccato che poi rischi di omaggiare la Fiorentina del raddoppio regalando ingenuamente un contropiede a tutto campo.

Muriel 6: buono il feeling con Malinovskyi, ma anche con Pasalic, a cui al 10′ pt serve una sfera al bacio sottoporta. Da rivedere sui corner, a fine primo tempo si sente pressato e non sa più dove girarsi per trovare un varco di passaggio. Nel secondo tempo non riesce a trattenere la sfera tra i tacchetti e quindi al 16′ st sceglie di servire i compagni dopo una straordinaria azione personale, come fa con Gosens al 16′ st, che scheggia la traversa.

All. Gasperini 6: si lamenta con il quarto uomo fin dai primi minuti di gioco per gli insulti che gli piovono addosso dal parterre, ma la squadra è il solito diesel. Con coraggio lancia Caldara dal 1′ e il bergamasco c’è e non c’è. Vuole vedere se la sua Dea sa vincere anche senza Ilicic e il Papu e la riposta è no e lui li inserisce entrambi. La gara cambia ma quando Pasalic si mangia l’ennesima palla gol si arrabbia. Con due traverse e tante azioni, la sua Atalanta trova finalmente il gol e persino la superiorità numerica che non sfrutta, anzi, prende gol e viene eliminata. Certo, se fosse entrato Ilicic dal primo tempo…

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