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23 maggio, candeline anche per Boldini e Vecchiola

Il mancino bresciano Boldini compie 66 anni, il marchigiano Vecchiola mezzo secolo: comparse senza molte tracce degli anni ottanta e novanta

Uno faceva il terzino sinistro e indossava la numero 6, perché il 3 era di Carmine “Mimmo” Gentile. L’altro la 7 o la 11, da esterno alto o punta aggiunta. Simone Boldini retrocesse al secondo anno con Nedo Sonetti, Sebastiano Vecchiola partecipò al ritorno in A con Emiliano Mondonico. Dagli anni ottanta e novanta dell’Atalanta, ecco le altre due candeline del 23 maggio ad accompagnare i festeggiamenti dell’altro ex, il Galgo Schelotto: il bresciano di Ghedi, che ne spegne 66, e il sambenedettese che taglia il nastro col mezzo secolo. Meteore o no, almeno la scia luminosa dell’impegno e della dedizione alla causa.

BOLDINI, AD ASCOLI CON PERICO. Proveniente da Napoli nelle liste suppletive dell’ottobre 1985, Boldini, cresciuto nel Milan, dove vinse da rincalzo la Coppa Italia (’72 e ’77) e lo scudetto della stella sotto il Barone Nils Liedholm nel ’79, e formatosi nello Spezia e nel Como, ad Ascoli (1979-83) aveva incrociato i destini degli ex (e futuri) nerazzurri Eugenio Perico (giovanili), Adelio Moro e Hubert Pircher. Ritrovando il mediano-difensore anche a Bergamo: 17 presenze in campionato di cui 13 da titolare nella prima stagione, 11 (2) nella seconda, più 2 e 5 in Coppa Italia, da runner up dei Ciucci del double dell’ex compagno Maradona e Bianchi. Sul campo, ancora Pistoiese e Saronno, ritirandosi nel 1990; in panchina, dal ’92, la capitale lombarda dell’Amaretto, Monza, Carrarese, Livorno, Pro Sesto, Como, Lugano, Renate, Tritium e Olginatese. Da novembre 2018 a novembre 2019, con dimissioni.

IL GIOVANE VECCHIOLA. Vecchiola arrivò ventiquattrenne nell’incipit del Mondo Atto II, nell’estate del ’94. Cresciuto nella natìa Sambenedettese e passato per il quadriennio all’Ancona, dopo la parentesi orobica avrebbe giocato con Venezia, Pescara, Reggiana, Ravenna, Genoa, Napoli, Mestre, Maceratese e di nuovo all’ombra del Conero con ritiro a quota 35. Nella Dea trainata nella massima serie dai gol (14) di Maurizio Ganz, che come compagni di reparto poteva contare su Giampaolo Saurini, Federico Pisani e Leo Rodriguez, con Cristiano Scapolo all’ala, l’uomo del Tronto si fece 13 partite su 20 dal primo minuto più un paio a testa in Coppa Italia e nel Torneo Anglo-Italiano, andando a segno quattro volte: doppietta nel tris casalingo al Delfino il 23 ottobre 1994 da cambio nella ripresa di Emanuele Tresoldi, pari su rigore col Cesena l’11 dicembre e il terzo nel 3-2 di Venezia il 25 febbraio 2005 da subentrato (68′) a Tomas Locatelli. Da dirigente vicino a casa le esperienze extra-gioco: Anconitana, Castelfidardo e Grottammare. Tanti auguri.

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