Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Approfondimenti

Da Gomez a Zapata: lo scettro del leader si sposta in avanti

Atalanta

Il Toro di Cali è il trascinatore della squadra da “undici capitani”. Zapata ha qualcosa di speciale: il cuore oltre la tecnica, il fisico e qualunque ostacolo

Nel passato non certo remoto la leadership era tutta nel 10 del tuttocampista Papu Gomez, uno che aveva iniziato da bomber il nuovo e perdurante ciclo da big
della Regina delle Provinciali per poi spostarsi tra le linee. Adesso, almeno in questo scorcio autunnale, sembra essersi spostata in avanti. Col 91 dipinto sulla schiena, da 9 di natura qual è. Leader perché trascinatore, perché ha spalle larghe abbastanza da tenerci sopra gli altri dieci con la stessa maglia. L’essenza del Duvan Zapata giocatore corrisponde a quella del Duvan Zapata uomo. E s’è notata dal cuore della ripresa in avanti, col 2-1 già sparato dalla canna di un fucile dedito allo start al rimorchio per il santino di Josip Ilicic e quindi al tocco sotto per il nuovo nasino avanti.

ZAPATA SI PRENDE LO SCETTRO. Il centravanti, termine che all’orecchio di Gian Piero Gasperini suona malaccio, dedito com’è a piazzare una punta all’attacco di ciascuno dei due vertici, per due-tre volte prova a far salire la squadra, da architrave arretrata a prendersi palla o riceverla, ma non ce la fa più. Tirato appena il fiato, eccolo risalire di tono fino alla sgroppata a tre con Joakim Maehle e Luis Muriel, precedentemente destinatario di un’apertura sprecata con una conclusione ciccata e in caduta, scaldando le mani al fin lì non impeccabile De Gea. Minuto 86, sembra comunque fatta. E invece CR7 imbraccia la doppietta di lì a una manita cronometrica.

ZAPATA, QUANDO IL LEADER GIOCA DAVANTI. Il nazionale spagnolo ci arriva deviandola in corner, il finale della piece sul palcoscenico del Gewiss Stadium appartiene ormai all’ennesimo capitolo di storia scritto dal Ternero, soprannome risalente alle Cebollitas dell’America di Cali quando a ogni gol mancato sbuffava stile vitello, e dai compagni d’avventura. Alcuni sono altrove, altri sono rimasti dove sono, compresi i famosi tre capitani in una squadra di undici di cui il Gasp ama parlare spesso: Marten de Roon, quello che si ricicla a difensore provetto per poi avanzare a uomo su Bruno Fernandes nello schieramento ridisegnato a 3-5-2; Remo Freuler, che per presenze e anni di militanza porta la fascia di diritto per secondo, e infine il titolare, Rafael Toloi, il regista spacciato per terzo di destra dietro che attende il via libera dall’infermeria. La stessa che per 14 match, causa la lesione all’adduttore destro rimediata nell’inutile amichevole di Alicante col Cile del 12 ottobre 2019, costrinse il colombiano agli andirivieni dal fisioterapista sivigliano di fiducia Carlos Pedrosa saltando 14 match, di cui 4 nella coppa dalle grandi orecchie, fino al rientro col Parma all’Epifania.

ZAPATA E L’ALATALANTA COME SCELTA. Con quella statua greca che ha al posto del corpo il Toro di Cali non lo si butta giù nemmeno a stincate e spallate. Ma la sua volontà è ancora più ferrea e marmorea insieme: per sua stessa ammissione alla vigilia della rivincita col Manchester United, l’interessamento estivo dell’Inter a lui non è mai interessato, “perché vedo il mio futuro nerazzurro”. Poco importa che anche la Beneamata abbia gli stessi colori sociali. Duvan91 vede solo quelli di Bergamo: “Il meglio per la mia famiglia e per la mia carriera”. No, non ha bisogno delle insegne del comando, Zapatone, per essere e fare il leader. Qualcosa che si ha nelle viscere al di là dei numeri, anche quando gli stessi sono più che eloquenti: 73 gol atalantini in 143 presenze, partecipazione agi ultimi 10 dei 34 societari in Champions League smazzando il pane dell’assist la metà delle volte. Uno così è speciale per forza. Benché tanto umile da rinunciare volentieri a fare il bello e il cattivo tempo come il Papu anche dal punto di vista dialettico. La leadership emozionale e pratica di chi
non ha voluto trasformarsi in plusvalenza per fare il fenomeno della provincia arricchita anche nel calcio finché ne avrà.

2 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

2 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI NEROAZZURRI

Un bergamasco tutto d'un pezzo, Angelo "Domingo" Domenghini

Angelo Domenghini

Bergamasco DOC e tifoso atalantino

Cristian Raimondi

Il goleador della storia atalantina

Cristiano Doni

Il "Mondo", l'amico di tutti

Emiliano Mondonico

"EL TANQUE" NERAZZURRO

German Denis

PRIMA CAPITANO, POI AUTENTICA BANDIERA NERAZZURRA

Gianpaolo Bellini

IL "VIN DIESEL" DI BERGAMO

Giulio Migliaccio

Uno dei 7 capitani storici, per lui 8 stagioni con l'Atalanta di altissimo livello

Glenn Stromberg

Il goleador della storia atalantina

Riccardo Zampagna

Advertisement

Altro da Approfondimenti