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Maehle, da esterno-bomber a sicura riserva dietro Gosens

Sampdoria-Atalanta

Il laterale danese nella sua Nazionale continua a pungere bucando la porta a ripetizione: degli 8 gol totali, gli ultimi 3 di fila. Ma a Bergamo tornerà Gosens

Non c’è due senza tre: dopo la ciliegina nella passeggiata moldava e il matchball con l’Austria valso la certezza della qualificazione diretta della Danimarca ai Mondiali del 2022 in Qatar, Joakim Maehle ha trovato la terza imbucata di fila nel girone F stravinto dai suoi colori (9 vinte su 9) salendo sull’ottovolante alla voce marcature in appena 22 presenze con la rappresentativa di bandiera. Un simpatico vezzo che nell’Atalanta non ha mai coltivato, spesso per motivi che sfuggono ai più. E adesso, al rientro dalla pausa, per il ventiquattrenne ex Racing Genk, prelevato nella scorsa sessione invernale per mettere una toppa di lusso a un reparto cruciale, si prospetta il ritorno in panchina col recupero di Robin Gosens dall’infortunio.

MAEHLE, L’ESTERNO DOUBLE FACE. Sarà che il ct Kasper Hjulmand gli lascia briglie sciolte nelle fughe in avanti, senza le quali del resto il potente esterno venuto dalla terra della Sirenetta, delle aringhe e del latte condensato non avrebbe potuto inanellare un exploit dietro l’altro al recente Euro 2020. Anche in quel caso, trottolone imprendibile a mancina, gol alla Russia nel raggruppamento e anche al Galles nell’ottavo di finale, due poker, il primo sporco. Però la rampa di lancio bergamasca, con Gian Piero Gasperini a chiedergli forse molta più applicazione in fase di non possesso, gli è servita eccome: prima a livello senior Maehle, cognome materno Pedersen sempre riportato dagli almanacchi, non aveva mai difeso i colori della patria, già vestiti in Under 20 ai tempi dell’Aalborg e in Under 21 quando giocava in Belgio.

MAEHLE E IL DUALISMO CON GOSENS. Col nazionale tedesco di piede mancino, praticamente un’ala travestita dopo aver fatto una vita il terzino essendo comunque nato mezzala, il dualismo è improbabile almeno quanto il paragone. Il danese è corsa palla al piede e grande agonismo, il titolare che si sta rimettendo proprio in questi giorni dalla lesione “importante” al bicipite femorale destro e dovrebbe rientrare proprio nel retour match di Berna il 23 novembre in casa dello Young Boys, contro cui s’era infortunato all’andata a fine settembre dopo 8 minuti. Problema numero 2: va da sé che sabato prossimo con lo Spezia la coppia dal kick off sarà ancora quella fra destripedi con Davide Zappacosta, ma visto il rendimento  del ciociaro, neo ri-convocato in azzurro, assistman imperterrito e decisivo sotto porta col Sassuolo, al buon Joakim toccherà fare da backup anche a lui.

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