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Dal “mercato triste” al “mercato in stallo”: il cambio di stile del Gasp

Dal famoso sfogo di Rovetta 4 anni fa alle parole abbottonatissime del presente: Gasp cambia strategia di comunicazione

La chiarezza, stavolta, s’a affacciata all’orizzonte solo in uscita: “Ilicic, Lammers e Miranchuk lavorano da soli perché potrebbero partire presto”. Per il resto, sono rimasti in molti ad affermare che Gian Piero Gasperini, quando intende mostrare alla dirigenza qualche lacuna in organico, lo dica attraverso i cambi. Non ultimo il portiere Francesco Rossi esterno sinistro in una partitella di inizio settimana a Clusone. Inezie. Ci si chieda, piuttosto, a fronte di un solo giocatore preso, Ederson, perché l’allenatore dell’Atalanta, alla prima intervista del precampionato, si sia trincerato dietro il “non faccio nomi né dico quali ruoli necessitano di rinforzi” e un sibillino “mercato in stallo”. Una carezza, altro che un colpo di fioretto, al duo degli acquisti Tony D’Amico-Lee Congerton.

GASP, MERCATO TRISTE O IN STALLO? Un’espressione lontana apparentemente anni luce dal “mercato triste” a fior di labbra e a denti stretti il 14 agosto 2018. Al di là di Marco Varnier, rottosi subito il crociato essendogli caduto sopra con tutto il peso il Papu Gomez, all’epoca erano arrivati, con le qualificazioni di Europa League ancora da fare, concluse poi con la sconfitta ai rigori nella finale playoff di ritorno a Copenaghen, oltre a Duvan Zapata e da pochi giorni Mario Pasalic, soltanto Davide Bettella dietro, Arkadiusz Reca a mancina e Marco Tumminello davanti. Il profeta di Grugliasco non aveva proprio torto marcio. “Giovani che non servono”, e difatti mandati via tutti, per di più guadagnandoci. Giovanni Sartori, capo delle operazioni a tavolino, gli avrebbe preso la delusione Emiliano Rigoni, restituito allo Zenit nella sessione invernale. Dell’ultimo approdo Ali Adnan da Udine, lo scambio (di prestiti) in extremis per Marco D’Alessandro, meglio non parlare. In compenso erano partiti pezzi grossi quali Caldara, Spinazzola, Cristante e Petagna.

IL GASP E IL CAMBIO DI STILE. Se sul campo il cambio di strategia non si sta apprezzando, nel senso che se non è la zuppa del 3-4-3 è il pan bagnato del 3-4-1-2 con l’ex della Salernitana abile e arruolato tra le linee, davanti ai mass media schierati in gran numero l’allenatore alle soglie della settima stagione nerazzurra è restato abbottonatissimo. Senza comunque evitare di essere sferzante tra le righe: “Niente nomi, niente ruoli, da me non ne avrete mai uno. Manca un mese e mezzo al gong delle operazioni, allora sarà possibile formulare giudizi e indicare obiettivi. L’Europa? Rinforziamoci e ringiovaniamoci. Ederson è ok. Teniamo d’occhio Scalvini, Okoli, Zortea, Ruggeri, Cisse e anche Cambiaghi. Ho sempre detto che la forza dell’Atalanta è avere giovani pronti in casa”. La rivoluzione delle dichiarazioni porta la data di mercoledì 13 luglio 2022. Durerà?

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