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-3 al via. Atalanta, a cosa serve questa confusione?

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Tecnico e proprietà si smentiscono l’un l’altro. Spogliatoio affollato, ma incompleto. Quale è il vero obiettivo dell’Atalanta? Le uniche certezze si chiamano tifosi e Gasperini

Mancano ormai tre giorni al via del campionato dell’Atalanta, ma sono ancora molti i nodi da sciogliere. In primis le continue dichiarazioni contraddittorie fra Gasperini e Luca Percassi, che non fanno altro che alimentare caos. Poi c’è il discorso relativo all’organico: numericamente il roster è fin troppo ricco, ma risulta essere incompleto. Perché? Poi ritorna in primo piano anche il caso Miranchuk, senza dimenticare che, a conti fatti, oggi non sappiamo quale è il vero obiettivo della Dea.

I TIFOSI. La presentazione della squadra avvenuta ieri sera allo stadio ha evidenziato che i tifosi sono con la squadra. Benché sui social arieggi un po’ il malcontento di qualche tifoso, quando c’è da andare a sostenere e applaudire l’Atalanta, il tifoso non manca mai. E anche ieri, nonostante un’inusuale data con molta gente in vacanza, sono state stimate circa 9mila presenze, che rappresentano un gran bel risultato. In altre parole al tifoso, nonostante un girone di ritorno disastroso, è mancata l’Atalanta e, nonostante una campagna rafforzamento ancora incompleta, ha voglia di ritornare allo stadio.

LA SECONDA CERTEZZA E’ GASPERINI. Dopo il meritato plauso ai supporter, la seconda certezza in casa Atalanta è Gian Piero Gasperini. Oltre ai risultati conseguiti in questi anni, il tecnico della Dea ha mostrato ancora una volta coerenza dimostrando di non volersi far mettere i piedi in testa da nessuno, nemmeno dalla proprietà, che è stata prontamente smentita un’altra volta. Il riferimento chiaramente a Luca Percassi, amministratore delegato del club, che si ritrova per l’ennesima volta smentito dal proprio tecnico.

CASO MIRANCHUK. Gasperini era stato chiaro sin dall’inizio del ritiro, facendo capire che il russo, come altri elementi, erano in attesa di sistemazione e che non rientravano nei piani. Poi, quando tutto era quasi pronto per il passaggio in prestito al Torino, è arrivato un inatteso stop che Luca Percassi ha indicato come “dovuto a un blocco posto da Gasperini”. In realtà però, conoscendo il Gasp, nessuno ha mai creduto alla dichiarazione rilasciata dall’Ad, tanto che ieri è arrivata subito la replica del tecnico che ha smentito qualsiasi cosa parlando di problemi economici. Nelle scorse settimane infatti, dalla Russia avevano già rilanciato la notizia che l’Atalanta non avesse pagato alcune rate del cartellino di Miranchuk alla Lokomotiv, ipotizzando qualche problema con le transazioni bancarie dovute all’attuale situazione russa. In realtà l’ex club di Miranchuk avrebbe offerto ai nerazzurri la possibilità di versare la cifra pattuita su un altro conto, ma anche lì sarebbero stati incontrati dei problemi. Da Zingonia è sempre arrivato un no comment in merito, ora la situazione pare essersi sbloccata e Miranchuk dovrebbe diventare un giocatore del Torino.

LA ROSA NON E’ OK. Al netto dei riscatti di Demiral e Boga, gli arrivi di Ederson e Lookman e i rientri di elementi come Okoli, numericamente la rosa potrebbe anche essere a posto. Qualitativamente però no e Gasp l’ha sottolineato per l’ennesima volta. A questa squadra manca ormai da tempo un giocatore abile nell’uno contro uno che possa garantire quell’imprevedibilità che Gomez e Ilicic erano in grado di dare. Lungo la trequarti si sono alternati diversi giocatori, più o meno bravi, ma nessuno è stato in grado di garantire quel cambio di passo che in mezzo secondo ti offre una superiorità numerica: Koopmeiners è di valore, ma è più centrocampista. Boga è un’ala che dà strappate, ma non ha la tecnica degli altri due. Malinovskyi ha un sinistro divino, ma è troppo prevedibile usando solo un piede. Pessina e Pasalic sono due incursori, Ederson e Lookman li valuteremo più avanti una volta  visti all’opera.

ESTERNI E DIFESA. Stesso discorso valido per gli esterni. Gosens non è stato sostituito e gli altri tre non hanno nelle corde il dribbling. Sono motorini, più o meno abili crossatori con Maehle che sa anche rifinire, ma in nerazzurro è maggiormente in difficoltà rispetto che con la Nazionale. Senza dimenticare la grana Palomino in difesa: in attesa degli sviluppi, l’argentino è fuori e non si sa quando rientrerà. Okoli ha ben impressionato Gasperini in queste prime uscite, vedremo se anche in campionato manterrà questo trend.

MA QUALE E’ L’OBIETTIVO DELL’ATALANTA? L’interrogativo è più che lecito, visto che dall’ingresso della cordata capitanata da Pagliuca, in pochi all’esterno ci hanno capito qualcosa. Ieri, al grido della Curva sul Tricolore, si è tornati sull’insopportabile retorica della salvezza, obiettivo importante da un punto di vista di bilancio, ma che non può diventare quello sportivo di un club che ha comunque speso quattrini importanti in questi anni per rimanere a livelli alti. Quindi dove sarà posta l’asticella dell’Atalanta? Primi quattro posti? Primi sei? Dove pensa di poter arrivare la proprietà?

E PAGLIUCA? Paradossalmente però la contraddizione più grossa arriva se mettiamo una fianco all’altra le dichiarazione dei due principali proprietari dell’Atalanta. La cordata capitanata da Pagliuca ha infatti rilevato la maggioranza delle quote di Dea Srl, affermando di “voler rendere l’Atalanta più forte” quando la squadra navigava in ottime posizioni di classifica. Pertanto il quarto posto era indubbiamente un piazzamento all portata, ma sull’altro fronte i Percassi sono continuamente instradati sulla salvezza. Ma quale è il pensiero di Pagliuca che qualche mese fa ha elargito oltre 200 milioni per entrare in società? Ai posteri l’ardua sentenza.

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